Definizione e tipologia delle prove.
Le prove in sito sul calcestruzzo armato sono indagini non distruttive o semidistruttive eseguite direttamente su edifici civili, scuole, condomini e opere pubbliche.
Finalità delle indagini.
Servono a verificare lo stato di conservazione delle strutture, la resistenza meccanica del calcestruzzo, la posizione e il diametro delle armature e l’eventuale presenza di fenomeni di degrado come la carbonatazione o la corrosione dei ferri.
Importanza normativa e applicativa.
Questi controlli, richiesti dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018), sono fondamentali per la manutenzione, la riqualificazione edilizia e le verifiche di sicurezza sismica degli edifici.
Prove.
Prova sclerometrica (Martello di Schmidt).
La prova sclerometrica è una prova non distruttiva del calcestruzzo che misura la durezza superficiale tramite il rimbalzo di una massa battente. Permette di stimare la resistenza a compressione e di valutare l’omogeneità del materiale in diverse zone della struttura. È rapida e indicata per controlli preliminari su edifici civili. Norma di riferimento: UNI EN 12504-2
Prova ultrasonica.
La prova con ultrasuoni consente di valutare la qualità, la compattezza e l’omogeneità del calcestruzzo in opera misurando la velocità di propagazione di un impulso sonoro attraverso l’elemento strutturale. È utile per individuare fessure, vuoti o difetti interni e per stimare la resistenza del materiale se combinata con la prova sclerometrica o equazioni di letteratura. Norma di riferimento: UNI EN 12504-4
Prova di estrazione con tassello (Pull-out).
Questa prova semidistruttiva consiste nell’estrazione di un tassello metallico inserito nel calcestruzzo. La forza necessaria all’estrazione è correlata alla resistenza a compressione del materiale. È impiegata per ottenere valori diretti e affidabili della resistenza del calcestruzzo in situ, soprattutto per la valutazione di edifici esistenti. Norma di riferimento: UNI EN 12504-3
Prova di trazione su barre d’armatura (Pull-out armature).
La prova di trazione sulle armature (pull-out) misura la capacità di aderenza tra acciaio e calcestruzzo. È utile nelle diagnosi di degrado quando si sospetta corrosione dei ferri d’armatura o perdita di ancoraggio. Fornisce dati fondamentali per progettare interventi di consolidamento e ripristino. Norma di riferimento: UNI EN 10080 / UNI EN ISO 15630-1
Prova di adesione (Pull-off) su intonaci, guaine, rinforzi in fibra di carbonio, piastrelle.
La prova di pull-off è una prova semidistruttiva che consente di misurare la resistenza a trazione perpendicolare di strati superficiali applicati a supporti in calcestruzzo o muratura, come intonaci, rivestimenti impermeabilizzanti, guaine, rasature armate o incamiciamenti in fibra di carbonio (FRP). Si può eseguire allo stesso modo per verificare la tenuta di piastrelle al sottofondo. La prova si esegue incollando un disco metallico e applicando un carico di trazione ortogonale fino a distacco. Il valore ottenuto è indicativo della qualità dell’adesione e permette di verificare la corretta posa dei materiali, la durabilità e l’idoneità al servizio. Norma di riferimento: UNI EN 1542 (adesione per trazione diretta su supporti di calcestruzzo); UNI EN 8298-1; UNI EN 12004-2; UNI EN 1015-12
Indagine pacometrica.
La pacometria è una tecnica non distruttiva che, tramite sonde magnetiche, individua la posizione delle barre d’armatura nel calcestruzzo, stima il diametro e misura lo spessore del copriferro. È una prova indispensabile per la mappatura delle armature in vista di ristrutturazioni, carotaggi o rinforzi strutturali. Norma di riferimento: UNI EN 12504-2 allegato informativo / UNI EN 1992-1-1
Carotaggi e prove a compressione su carote.
I carotaggi prevedono il prelievo di campioni cilindrici di calcestruzzo dalla struttura esistente. Le carote vengono poi provate a compressione in laboratorio per determinare la resistenza effettiva del materiale in opera. È una delle prove più affidabili per definire le caratteristiche meccaniche del calcestruzzo delle strutture esistenti. Norma di riferimento: UNI EN 12504-1
Misura della profondità di carbonatazione.
La carbonatazione è un processo che riduce l’alcalinità del calcestruzzo, favorendo la corrosione delle armature. La prova in sito si esegue spruzzando fenolftaleina sulla superficie di una carota o su una frattura fresca: la mancanza di viraggio indica materiale carbonatato. La stessa prova si può fare in modo meno invasivo con il metodo CARBONTEST®. È una verifica semplice ma essenziale nella diagnosi strutturale. Norma di riferimento: UNI EN 14630
Misura del potenziale di corrosione delle armature.
Questa prova elettrochimica consente di stimare il rischio di corrosione delle barre d’armatura misurandone il potenziale elettrico rispetto a un elettrodo di riferimento. È ampiamente utilizzata per monitorare lo stato delle strutture in calcestruzzo armato e pianificare interventi di protezione o ripristino. Norma di riferimento: UNI EN ISO 12696
Prove di carico su solai e strutture.
Le prove di carico verificano la capacità portante e le deformazioni di solai, travi o altre strutture in c.a. mediante l’applicazione di carichi controllati. Sono richieste nei collaudi statici e nelle verifiche di edifici esistenti in caso di cambio d’uso o ristrutturazione. Consentono di validare la sicurezza e l’affidabilità delle strutture civili. Norma di riferimento: NTC 2018 – § 8.5.3
Prova con martinetti piatti singoli.
La prova con martinetti piatti singoli è una tecnica semidistruttiva che consente di determinare lo stato tensionale in situ di una muratura o di un elemento in calcestruzzo armato. Si esegue inserendo un martinetto piatto idraulico in una fessura previamente realizzata e misurando la pressione necessaria a ristabilire le deformazioni originarie. È molto utile nelle indagini statiche sugli edifici esistenti per valutare le tensioni reali di esercizio. Norma di riferimento: UNI EN 12504-9 (richiami) / Linee guida CNR
Prova con martinetti piatti doppi.
La prova con martinetti piatti doppi permette di misurare la deformabilità e il modulo elastico della struttura in situ. Si realizza inserendo due martinetti idraulici paralleli in tagli orizzontali e applicando pressioni crescenti, mentre vengono registrate le deformazioni mediante estensimetri. Questo metodo è particolarmente indicato nelle verifiche statiche di edifici in c.a. e muratura quando è necessario valutare i parametri meccanici effettivi del materiale. Norma di riferimento: Raccomandazioni RILEM / Linee guida CNR-DT 2013
DIAGNOSI DEL GRADO DI SFONDELLAMENTO DEI SOLAI.
La diagnosi del grado di sfondellamento dei solai viene eseguita con tecniche non distruttive e semidistruttive per individuare le zone a rischio distacco delle pignatte. Questo servizio permette di programmare interventi mirati per la messa in sicurezza di edifici civili e pubblici, in conformità alle linee guida del CNR.
INDAGINI TERMOGRAFICHE.
Le indagini termografiche con termocamera a infrarossi consentono di rilevare dispersioni energetiche, infiltrazioni, umidità e difetti costruttivi. Questa tecnica non distruttiva consente una diagnosi rapida dello stato di salute degli edifici senza demolizioni. Norma di riferimento: UNI EN 13187 – Prestazioni termiche degli edifici – Rilevazione qualitativa delle irregolarità termiche negli involucri edilizi
CARATTERIZZAZIONE DI ELEMENTI STRUTTURALI (rilievo delle geometrie).
La caratterizzazione e il rilievo geometrico degli elementi strutturali in calcestruzzo viene eseguita attraverso saggi, piccole demolizioni, ultrasuoni, termocamera, pacometrie. Questi rilievi consentono allo studio di progettazione che segue le operazioni di adeguamento sismico o ristrutturazione, di avere una panoramica precisa dello stato di fatto di un’immobile o anche solo di una porzione di esso.
































































































