Utilizzo del legno strutturale in edilizia.

Il legno strutturale è sempre più utilizzato in edilizia civile per case, coperture e solai grazie alla sua leggerezza, sostenibilità e ottime prestazioni meccaniche. Tuttavia, essendo un materiale naturale ed eterogeneo, le sue caratteristiche dipendono dall’essenza, dall’umidità, dai difetti e dalle condizioni di esercizio.

Prove in sito sul legno.

Le prove in sito sul legno consentono di verificare direttamente negli edifici esistenti lo stato di conservazione, la resistenza meccanica e la durabilità degli elementi lignei (travi, pilastri, solai), senza necessità di smontaggi invasivi.

Normativa e applicazioni.

Queste indagini sono regolamentate dal Settore B della Circolare 633/2019 e dalle principali norme UNI EN, e sono fondamentali per la manutenzione, il restauro e la sicurezza delle costruzioni civili.

Prove.

  • Classificazione visiva del legno.

    La classificazione visiva è il primo passo per la valutazione delle strutture lignee. Si esegue mediante ispezione diretta degli elementi, rilevando nodi, fibratura, fenditure, attacchi biologici e difetti naturali. Consente di attribuire al legno una classe di resistenza secondo quanto previsto dalle norme tecniche. Norma di riferimento: UNI 11119 / UNI 11035-1 e 2

  • Misura dell’umidità del legno.

    Il contenuto di umidità influenza fortemente la resistenza e la durabilità del legno. La misura può essere effettuata con igrometri elettrici a resistenza o con metodo gravimetrico su piccoli campioni. È una prova rapida e non distruttiva, indispensabile per valutare il rischio di attacchi biologici e per correlare i risultati meccanici. Norma di riferimento: UNI EN 13183-2

  • Prova sclerometrica su legno (Durezza Janka o resistograph).

    Questa prova non distruttiva valuta la resistenza superficiale e la compattezza del legno. Si esegue con strumenti portatili (resistograph o sclerometro per legno) che penetrano il materiale registrando la resistenza opposta. È utile per stimare indirettamente la densità e la resistenza meccanica degli elementi lignei in opera. Norma di riferimento: UNI EN 1534 / UNI EN 408 (riferimenti sperimentali)

  • Prove ultrasoniche e soniche su legno.

    La velocità di propagazione delle onde sonore o ultrasonore nel legno è correlata alla sua densità e alla resistenza meccanica. Queste prove permettono di individuare disomogeneità interne, fessurazioni, degrado biologico o cavità. Sono molto utilizzate per il monitoraggio di travi e pilastri lignei in edifici storici. Norma di riferimento: UNI 11138

  • Prova con trapano resistografico.

    Il resistograph è uno strumento portatile che penetra il legno con una punta sottilissima, registrando la resistenza incontrata. Consente di rilevare vuoti interni, marcescenze, attacchi xilofagi e variazioni di densità lungo la sezione. È una prova semidistruttiva ma poco invasiva, ideale per il restauro di strutture storiche. Norma di riferimento: Linee Guida CNR-DT 206/2007 – Circolare 633/2019 settore B

  • Carotaggi e analisi microscopica.

    In casi particolari si possono prelevare piccole carote di legno per analisi microscopiche e chimiche, al fine di determinare l’essenza, lo stato di degrado biologico o la presenza di trattamenti protettivi. È una prova più invasiva, utilizzata quando servono dati approfonditi sulla durabilità del materiale. Norma di riferimento: UNI EN 350 / UNI EN 408

  • Prove di carico su solai e travi in legno.

    Analogamente al calcestruzzo, anche gli elementi lignei possono essere testati tramite prove di carico in situ. Si applicano carichi controllati e si misurano le deformazioni, verificando la capacità portante e la rigidezza delle strutture esistenti. È una prova diretta, utile in sede di collaudo o verifica di edifici esistenti. Norma di riferimento: NTC 2018 – § 8.5.3