Cosa sono le malte?

Le malte sono materiali da costruzione ottenuti dalla miscela di un legante (come calce, cemento o gesso), acqua e sabbia fine, utilizzati principalmente per l’unione di elementi murari (mattoni, blocchi, pietre) o per intonacature.

Classificazione, composizione e proprietà.

A seconda del tipo di legante impiegato, si distinguono in malte aeree (che induriscono all’aria, es. malta di calce) e idrauliche (che induriscono anche in presenza di umidità, es. malta cementizia).
La loro composizione può includere additivi o aggiunte per migliorarne la lavorabilità, la resistenza meccanica o la durabilità. Le proprietà principali delle malte includono la lavorabilità allo stato fresco, l’adesione ai supporti e la resistenza a compressione a indurimento avvenuto.

Tipi di malte e normative.

Le malte cementizie, in particolare, offrono elevate prestazioni meccaniche e rapidità di presa. Le malte tradizionali a base di calce sono invece più traspiranti e compatibili con murature storiche. Le norme tecniche (es. UNI EN 998-1 e 998-2) regolano la classificazione e i requisiti prestazionali delle malte per intonaci e murature.

Prove.

  • DETERMINAZIONE DELLA RESISTENZA A FLESSIONE.

    La prova di flessione si effettua sul provino intero 40×40×160 mm mediante carico a tre punti. Il provino è appoggiato su due rulli e caricato al centro da un terzo rullo fino a rottura. Si registra il carico massimo e si calcola la resistenza a flessione. Dopo la rottura, i due semi-prismi vengono usati per la prova a compressione. Serve per valutare il comportamento del cemento in sollecitazione indiretta. La norma di riferimento è la UNI EN 196-1.

  • DETERMINAZIONE DELLA RESISTENZA A COMPRESSIONE.

    Si effettua sui due semi-prismi ottenuti dalla prova a flessione (sezione 40×40 mm). Ogni semi-prisma viene posizionato tra piastre di carico e sottoposto a compressione fino a rottura. Il carico massimo applicato viene registrato e usato per calcolare la resistenza a compressione. La prova si esegue tipicamente a 2, 7 e 28 giorni. È fondamentale per classificare le prestazioni del cemento. La norma di riferimento è la UNI EN 196-1.

  • DETERMINAZIONE DELLA CONSISTENZA NORMALIZZATA.

    Serve a determinare la quantità d’acqua necessaria per ottenere una pasta cementizia di consistenza standard. Si utilizza l'apparecchio di Vicat con ago cilindrico: l’acqua viene dosata finché l’ago penetra per un determinato numero di millimetri nella pasta. Questo valore è la consistenza “normale”, utilizzata per altre prove (presa, espansione, ecc.). La prova assicura la ripetibilità delle condizioni nei test comparativi. La norma di riferimento è la UNI EN 196-3.

  • DETRMINAZIONE DEL TEMPO DI PRESA DI UN CEMENTO.

    La prova del tempo di presa determina l’inizio e la fine della presa del cemento, ovvero i tempi in cui la pasta inizia e termina il processo di indurimento. Si utilizza l’apparecchio di Vicat, che misura la penetrazione di un ago standard nella pasta cementizia mantenuta a temperatura e umidità controllate. L’inizio della presa è il momento in cui l’ago penetra solo fino a ad una certa distanza dal fondo dello stampo. La fine della presa si ha quando l’ago non penetra più della superficie. Questa prova è fondamentale per valutare la lavorabilità e la compatibilità del cemento in cantiere. La norma di riferimento è la UNI EN 196-3.

  • DETERMINAZIONE DELLA STABILITA’ DI UN CEMENTO.

    Valuta la stabilità volumetrica della pasta di cemento (cioè l’assenza di espansioni anomale). Si effettua con l’apparecchio di Le Chatelier, che misura l’espansione di una pasta cementizia confezionata a consistenza normale dopo immersione in acqua. La distanza tra le punte dello strumento prima e dopo il riscaldamento indica l’espansione. Un valore eccessivo indica problemi di stabilità o presenza di composti espansivi. La norma di riferimento è la UNI EN 196-3.